Chi sono

Sono un aeromodellista classe 1939 che ha trovato in questa splendida attività tante soddisfazioni, non solo personali ma anche professionali. Sono nato a Bologna l’8 agosto 1939.

A 84 anni suonati ho deciso di realizzare questo sito per condividere, soprattutto con i giovani che si avvicinano oggi all’aeromodellismo, il modo in cui ultimamente costruisco i miei alianti in materiale composito — una scelta obbligata, ma anche una sfida stimolante, dettata da un’allergia al balsa sviluppata dopo decenni di costruzioni appunto con il balsa.

L’aeromodellismo, per me, è sempre stato un’attività a metà tra hobby e sport: non mi sono mai affezionato agli aeromodelli che ho costruito, li ho sempre considerati strumenti per volare, per partecipare a gare, per sperimentare nuove soluzioni tecniche. Una volta conclusa la loro “vita operativa”, li archivio serenamente — la vera soddisfazione è nel fare, non nel possedere.

Ho iniziato nel 1950, a soli 11 anni, partecipando a un corso di aeromodellismo tenuto dal grande ing. Aurelio Ortelli, allora responsabile della branca aeromodellistica dell’Aero Club Bologna. Quel corso fu per me una folgorazione: da quel momento, il legno, la colla, il motore a scoppio, il volo libero… tutto diventò parte della mia vita quotidiana.

Terminati gli studi, ho iniziato a lavorare, ma senza mai abbandonare la mia passione. Anzi: sono diventato Delegato per l’aeromodellismo dell’Aero Club Bologna, una carica che ho mantenuto per moltissimi anni. Poi, nel 1983, sono stato eletto Presidente nazionale degli aeromodellisti dell’Aero Club d’Italia, incarico che ho ricoperto per 20 anni, fino al commissariamento dell’Ente. In quel ruolo ho avuto l’onore di accompagnare una generazione intera di modellisti, che sono da considerare i veri precursori dell’aeromodellismo odierno.

Già da studente, dai 15 ai 18 anni, tenevo una rubrica fissa sulla costruzione di aeromodelli sulla rivista Sistema Pratico — un’esperienza che mi insegnò a spiegare con chiarezza, a pensare per schemi e disegni, a mettermi nei panni di chi impara.

Nel 1981, a 43 anni, sono entrato nello staff della neonata rivista Eco Model. Due anni dopo, nel 1983, ne ho acquisito il 50% delle quote, ricoprendo la carica di vicedirettore. Ho lasciato l’esperienza editoriale nel 1993, per dedicarmi a quella che sarebbe diventata una delle avventure più importanti della mia vita: il Radio Model Show e Cielo e Volo.

Nato sull’aviosuperficie di Ozzano dell’Emilia, il Radio Model Show è stato per 27 anni un punto di riferimento nazionale (e non solo) per appassionati di modellismo radiocomandato. Ogni anno migliaia di visitatori, decine di espositori, gare, dimostrazioni, mercatini… una settimana di pura passione. La settimana successiva, senza neanche il tempo di riposare, organizzavo sempre a Ozzano Cielo e Volo, manifestazione-raduno dedicata agli ultraleggeri, che vide la partecipazione di numerose aziende costruttrici e piloti provenienti da tutta Italia. L’ultima edizione si è svolta nel 2015 — e su questo sito potrai leggerne la storia completa, con tante foto,

Parallelamente, dal 2005 al 2015, ho collaborato come consulente con Verona Fiere per l’organizzazione del Model Expo Italy, contribuendo a portare il modellismo italiano su un palcoscenico internazionale.

Ma non solo modellismo statico o radiocomandato: ho sempre coltivato un profondo interesse per il volo libero, in tutte le sue forme.. Nel 1975 ho avuto l’onore di partecipare come componente della categoria F1A, veleggiatori a volo libero, al mondiale che si è svolto in Finlandia. Nel sito trovate un bel filmato.

  • Negli anni Settanta, insieme a Vittorio Dall’Olio e ad altri soci dell’Aero Club Bologna, abbiamo acquistato uno dei primi deltaplani Rogallo e iniziato a volare dalle colline di San Luca verso il Parco Talon — esperienze pionieristiche, fatte con un pizzico di follia (quella buona).
  • In seguito ho costruito ultraleggeri insieme a Renzo Giovannini, uno dei più grandi costruttori artigianali del settore, e ho volato a lungo con deltaplani a motore e ULM.
  • Un grave incidente — la rottura del femore in un atterraggio con un deltaplano a volo libero — non mi ha fermato: dopo la riabilitazione, sono tornato in cielo, perché, come dico sempre: “il volo non si negozia”.

Sul piano agonistico, ho avuto l’onore di essere Caposquadra delle Nazionali italiane in tre discipline FAI:

  • F3A (acrobazia radiocomandata),
  • F3D (Pylon Racer),
  • F3C (elicotteri radiocomandati).

Ho smesso di lavorare all’età di 75 anni, e da allora mi dedico completamente alla “cosa” che mi interessa di più: costruire aeromodelli, scrivere articoli tecnici, e soprattutto partecipare a gare — perché è cosi che si scopre davvero cosa funziona… e cosa va migliorato.

Oggi, per via dell’allergia al balsa (di cui ho capito la causa solo dopo anni di starnuti, pruriti e dermatiti), lavoro quasi esclusivamente con materiali compositi: fibra di vetro, carbonio, resine epossidiche. Ma — attenzione — senza mai perdere di vista i quattro principi che hanno guidato tutta la mia attività:

  1. Semplicità — niente soluzioni cervellotiche;
  2. Realizzazione alla portata di tutti — anche di chi ha poco spazio, poco tempo o pochi soldi;
  3. Attrezzature semplici ed economiche — niente torni CNC o stampanti 3D bastano attrezzi semplici.
  4. Massima velocità nell’esecuzione — il modello va in volo presto, perché è volando che si impara.

Questo sito vuole essere un archivio vivo: qui troverai progetti recenti, foto d’epoca, articoli pubblicati su riviste, resoconti di manifestazioni, schede tecniche… tutto materiale che ho scelto con cura, nella speranza che possa ispirare i giovani, aiutarli e magari a inventare soluzioni migliori.

Se riuscirò a essere utile a qualcuno, sarò veramente felice.

Un ringraziamento particolare a Luigi Scrocca, aeromodellista di Latina, amico e compagno di tante avventure tecniche: è lui il costruttore di questo sito, un lavoro durato mesi, frutto di pazienza, confronto e passione condivisa. Lo aggiorneremo insieme, passo dopo passo.

Un grazie profondo va a mia moglie Laura Nanni, compagna di una vita intera, che ha condiviso — con pazienza, ironia e amore — il mio tempo trascorso in garage a fare modelli, tavoli da pranzo invasi da piani di costruzione, serate passate a incollare ali mentre la cena si raffreddava… e sì, anche qualche “volo d’emergenza” in ospedale dopo qualche caduta di troppo. Senza di lei, niente di questo sarebbe stato possibile.

Un grazie anche ai miei tre figli Antonella, Glauco e Matteo, che hanno sempre guardato con interessa quello che facevo….senza però mai praticare l’aeromodellismo.

Paolo Dapporto


paolo.dapporto@gmail.com

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