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Sono oltre settant’anni che costruisco aeromodelli e sono sempre stato curioso di provare nuove soluzioni sia per costruirli sia per farli volare. Ho costruito modelli un po’ fuori dagli schemi ed è questo che mi piace dell’aeromodellismo….divertirsi, sperimentando. Credo che siano in tanti ad essersi avvicinati alla nostra passione per questo motivo.

Non ho mai costruito una riproduzione…. non sono bravo e paziente nel dedicarmi alla ricerca per poi riprodurre un vero aereo in scala…non ne sono capace e questo conferma quello che ho scritto sopra…e ammiro incondizionatamente chi è capace.

Il mio idolo, che ammiro in modo sviscerato, è Paolo Severin, un carissimo amico che costruisce modelli fantastici, riprodotti in modo certosino in tutti i particolari, utilizzando gli stessi materiali e la stessa tecnica dei veri. Se volete veramente divertirvi andate sul suo sito (www.paoloseverin.it) e sono certo che lo consulterete per molto tempo …..è incredibile cosa possa fare un artista dell’aeromodellismo come lui.

Ritornando comunque in argomento, vorrei, con modestia e senza voler scoprire nulla di nuovo, parlarvi della bella esperienza che ho fatto nel realizzare aeromodelli con il motore elettrico azionati dal …..sole, che viene catturato dalle celle che la trasformano in energia. Con la massima semplicità ve ne ho parlato in questo sito (https://paolodapporto.it/costruzione/aeromodelli-ad-energia-solare-1a-parte/) mettendo a disposizione quello che ho capito sulla realizzazione di aeromodelli solari, in modo pratico, senza soffermarmi sulla teoria in quanto la teoria mi attira poco e sono un praticone che prova e riprova fino ad ottenere quello che è nelle mie aspettative. Chi vuole sapere di più sulle celle solari può cercare su internet per scoprire un mondo interessante e vario.

Perché ho iniziato ad interessarmi di celle solari?

E’ strano, direte e in effetti lo è ….ma debbo narrarlo: un giorno sul campo di Molinella, che è frequentato dagli aeromodellisti bolognesi, in una caldissima giornata, all’ombra degli alberi, Aldo Toni, Paolo Severin ed io parlavamo del Solar Impulse, l’aereo ad energia solare che ha fatto il giro del mondo, ed io gettai l’idea…perchè non lo facciamo anche noi…….detto fatto quel mago di Severin disse subito…io ci sto….Aldo Toni, grande aeromodellista e grande teorico, aggiunse….io ci sto e collaboro con le spese ed io non ho potuto che dire….va bene, partiamo.

il solar impulse reale
solar impulse reale

Ed è per questo che ho cominciato ad interessarmi al volo solare e alle celle solari.

Visto che ero colui che ha coinvolto tutto il team, ho subito cominciato le ricerche, complesse e lunghe coinvolgendo anche alcuni amici per trovare disegni e dati per la definizione del modello. Ho subito pensato di realizzare velocemente un modello in scala 1/3 del modellone che avrebbe costruito Severin per testarlo in volo. E’ nato un modello di oltre 3 metri di apertura alare, con 46 celle, naturalmente con 4 motori come il vero e con la geometria stranissima del Solar Impulse, caratterizzata da un braccio di leva cortissimo, dal muso cortissimo e con un profilo spesso all’inverosimile

Costruito a tempo di record, come’ mia abitudine quando mi metto in testa di fare qualcosa che mi appassiona, ha avuto parecchie vicissitudini durante i tentativi di collaudarlo.

Al quarto tentativo, risolti i piccoli problemi, il modello è andato in volo ed ha volato subito abbastanza bene, con una risposta ai comandi complessa, ma superabile.

E’ intervenuto in seguito Riccardo Bonora che ha messo a punto il sistema con guida automatico con GPS e finalmente ho visto volare il modello in automatico per ore e ore.

Con un buon irraggiamento il modello resta in volo quanto si vuole, le quattro piccole batterie tampone all’atterraggio sono sempre perfettamente cariche…tutto dunque O.K.

Il mini Solar Impulse che ho costruito

Il modello è in scala 1/3 del modello e il trittico che vedete pubblicato è stato studiato da Eugenio Pagliano.

Il modello ha un’apertura alare di mt 3,40 e ha 46 celle Sunpower fissate sull’ala divise in due gruppi che alimentano ciascuno due motori. Peso di gr. 3550 con 4 motori Hacker A 20 con elica 8X6 e 4 batterie tampone 1300 mAh 3S poste nelle quattro gondole. L’ala è in polistirolo rivestita in vetroresina. Il controllo è sui tre assi con aggiunta della variazione dei giri a coppie dei motori che è abbinabile a scelta con un interruttore al comando del verticale.

La realizzazione della parte anteriore è stata fatta in vetroresina con la tecnica che trovate qui descritta: https://paolodapporto.it/costruzione/costruire-con-la-tecnica-del-master-a-perdere/

Il modello è stato provato in volo prima senza celle, come di vede nella foto che mi ritrae con la mascherina.

Successivamente sono state applicate le celle che sono state collegate alle 4 batterie tampone da 1300 mAh 3S.

La scelta C.G. del modello è stata inizialmente molto prudente, mettendolo al 36% . Successivamente si è cominciato ad arretrare fino ad arrivare al 40% che si è rivelato un dato ancora ampiamente valido per il controllo del volo.

In volo, in giornate anche di media insolazione, il modello ha confermato che era in grado di volare in solare puro in quanto le batterie tampone, all’atterraggio, avevano lo stesso voltaggio del decollo.

I video che potete vedere descrivono le prime prove di volo, prima senza celle, con le sole batterie tampone e poi con le celle Sunpower.