7 _rid

In estate è molto bello andare su una collina o addirittura in alta montagna e volare con i nostri alianti: lasciamo il caldo in pianura e dedichiamoci, con una bella arietta fresca, al nostro hobby preferito.

Io ho volato moltissimo con tante tipologie di alianti nella mia lunga vita di aeromodellista. In particolare ho aiutato l’amico Leopoldo Rizzi nell’organizzazione degli ultimi 5 Euromeeting, manifestazione che si svolgeva in Val di Fassa, con voli lungo i pendii del Belvedere con la Marmolada di fronte, un ambiente unico per i paesaggi mozzafiato che accompagnavano i due giorni di manifestazione.

Ma abito in pianura e se voglio volare in pendio mi debbo accontentare di pendii molto modesti che non permettono voli con i grandi modelli superacrobatici che la facevano da protagonisti all’Euromeeting.

Ecco allora che ho cominciato a costruire modellini che mi permettevano di volare in spazi ristretti, modellini che mi hanno dato enormi soddisfazioni.

La costruzione ha sempre seguito il sistema di realizzazione delle strutture come si legge qui.

La semplicità della realizzazione ha fatto sì che di modellini ne ho costruiti parecchi.

Quello che vedete in foto è stato certamente il migliore, come compromessi e come robustezza.

Le dimensioni contenute permettono il trasporto del modello pronto al volo: si scende dalla macchina di fronte al pendio (come è possibile nel pendio che frequento a Pianoro, alla periferia di Bologna), si collega la batteria e si è in volo.

Il modello usa una piastrina completa di RX e di due servocomandi micro lineari che hanno un ritorno a zero invidiabile ed una buona potenza per comandare il modellino che è molto robusto e abbastanza leggero: 57 grammi.

La Lipo è una 1S da 160 mAh che permette tranquillamente di volare per 10 minuti.

Visto che ne avrei realizzati più di uno, ho fatto gli stampi per costruire il piccolo pod e la relativa chiusura che lo sormonta.

Il modellino comunque non è semplice da realizzare e la parte più difficile è la costruzione dei rinvii dei comandi che è fatta internamente al trave di coda che è un cimino di canna da pesca in carbonio.

Al suo interno i rinvii sono fatti con tondini di carbonio da 0,5 mm.

I piani sono in Depron da 3 mm portati con una attenta levigatura a 2 mm e poi rivestiti di tessuto di vetro da 18 gr, come l’ala.

Le cerniere delle parti mobili sono pezzetti di acetato trasparente che si usa per le fotocopie.

Il collegamento dell’ala alla fusoliera è fatto con balsa da 3 mm sagomato a profilo e rivestito con tessuto da 100 gr. Il supporto è incastrato nell’ala, fra i due longheroni 1×3 annegati nella stessa.

Il C.G. è molto avanti, al 29% della corda alare.

Ho scattato una foto che ritrae di fronte il modello: sapendo che l’apertura alare è di 75 cm, è poi facile avere una idea delle altre dimensioni che non è necessario che rispettino le misure del mio modellino: basta che le proporzioni siano quelle all’incirca: il modellino volerà ugualmente bene.

Per ultimo aggiungo, visto che l’ala è ricavata da depron da 6 mm, con profilo piano convesso, il volo sarà possibile, nonostante il carico alare molto basso, anche in presenza di venti molto sostenuti. Io ho volato anche con venti di 10 km/h.