Ruggero Pasqualini (vedi sua foto e foto del modello) gareggiava in F3A con il GALAXI, un modello di sua progettazione, utilizzato in gara da molti piloti negli anni ’70 e ’80. È stato un modello molto famoso, prodotto anche in kit in migliaia di esemplari.
Lo ho costruito in versione micro, anche se con risultati non eccellenti per quanto riguarda la verniciatura. Ha un’apertura alare di 40 cm e un peso di 116 grammi con batteria LiPo 2S da 300 mAh. Il disegno originale che vedete pubblicato è stato ridotto a questa apertura alare.
La fusoliera è ricavata da quattro strati di Depron da 10 mm, incollati con spray 3M77 e successivamente sagomati con un po’ di pazienza. È stata poi rivestita con uno strato di tessuto di vetro impregnato di resina epossidica e infine scavata per poter alloggiare la ricevente e i due servi di direzionale e profondità.
L’ala è stata ricavata da polistirolo da 17 kg/m³ e rivestita con un doppio strato di tessuto da 18 g/m², utilizzando il sistema descritto in questo sito.
Tutta la componentistica è stata acquistata su AliExpress e troverete l’indicazione dei relativi link.
Servi Connettori Ricevitore con ESC Motore Ogiva lipo 2S 300 mAh elica da ridurre come diametro
Per ottenere una maggiore superficie di incollaggio, il motore è stato prima fissato a un tubetto di carbonio, successivamente incollato al Depron.
Il modello decolla molto bene da terra. Purtroppo non ho un video del decollo, ma è disponibile un bel filmato che lo mostra in volo.
Successivamente, la mia passione per i modelli solari mi ha portato a realizzare, seguendo le linee del Galaxi, un mini “Simil Galaxi”.











Mini Simil GALAXI
È stata una vera scommessa. La mia esperienza con i modelli solari mi diceva: “Non farlo, verrà troppo pesante.”
La mia testardaggine, invece, mi diceva: “Provaci, è questo il bello dell’aeromodellismo.”
E così ci ho provato.
Il risultato è un modello capace di volare a lungo, perché le celle solari ricaricano la batteria tampone da 250 mAh. Bisogna però prestare molta attenzione: con un forte irraggiamento solare le otto celle possono superare i 4,2 V, provocando una sovratensione che rischia di danneggiare la LiPo.
Il modello vola bene, ma non è adatto all’acrobazia. Si limita a un volo regolare, con belle virate e un comportamento tranquillo: insomma, un normalissimo modello solare.
Se l’argomento vi interessa, vi consiglio di leggere prima i tre articoli sul volo solare presenti in questo sito.
L’ala è ricavata da polistirolo e non ha alcun rivestimento: le celle solari contribuiscono alla sua robustezza e sono incollate direttamente al polistirolo con spray 3M77. Nella parte inferiore è annegato un listello di carbonio da 1 × 3 mm.
Dopo le prime prove ho fatto una sostanziale modifica. Ho costruito un’ala ricavandola semplicemente da depron da 9 mm. sagomato a profilo piano convesso (la prima versione era biconvesso simmetrico) ed ho ottenuto un notevole miglioramento e sono riuscito facilmente ad eseguire alcune figure acrobatiche.
Questo mi ha ulteriormente convinto che i modelli solari debbono volare veloci ed avere il profilo alare molto sottile.
La fusoliera è realizzata con due strati di Depron da 6 mm, all’interno dei quali è inserito un tubetto conico di carbonio, con diametro di 5 mm nella parte anteriore e 3 mm in coda. A questo tubetto è fissato il motore.
L’equipaggiamento comprende servi da 1,7 g, una ricevente da 1,1 g e un ESC da 7 A del peso di soli 0,7 g. Tutto materiale facilmente reperibile su AliExpress.
L’apertura alare è di 59 cm, con una corda all’attacco di 22 cm e una corda alare al terminale di 15 cm.
Il centro di gravità è posizionato al 22% della corda. Per ottenerlo è necessario aggiungere circa 15 g di piombo nel muso oppure realizzare una fusoliera con il muso leggermente più lungo.
Il profilo è un piano-convesso con spessore massimo di 15 mm… disegnato semplicemente “a occhio”.
Tutto qui. Il video mostra il modello in volo. È importante impostare circa il 30% di esponenziale sul comando di profondità.
Le fotografie allegate credo siano sufficienti per prendere spunto, qualora vogliate realizzarne uno.














2° SIMIL GALAXI SOLARE
Il primo Galaxi Solare ha evidenziato alcuni limiti dovuti a una motorizzazione non adeguata, che rendeva il volo tranquillo ma per nulla adrenalinico.
È nata quindi l’idea di realizzare un secondo modello utilizzando una motorizzazione decisamente più performante: l’Hacker A10 ridotto 4:1.

Questa motorizzazione, dal peso di 40 grammi, mi ha costretto a inserirla all’interno di un tubo di carbonio per poter utilizzare una fusoliera identica a quella del modello precedente. La fusoliera è costituita da due sezioni di Depron da 6 mm, incollate tra loro con adesivo spray 3M 77, all’interno delle quali è stato inserito un tubetto conico in carbonio per irrigidire l’intera struttura.



Questa soluzione si è rivelata ottima. Il motore, così protetto, è stato successivamente incollato a due inserti in carbonio, come si può vedere nelle fotografie.
L’ala è ricavata da Depron da 10 mm, sagomato con profilo piano-convesso. Sulla superficie superiore sono state installate 14 celle solari collegate in serie, che in pieno sole forniscono circa 9 volt, sufficienti a mantenere carica la batteria tampone da 7,4 V e 300 mAh.
Come ricevente ho utilizzato la stessa impiegata sul Mini Galaxi, della quale trovate il link per l’eventuale acquisto. Nulla vieta comunque di utilizzare una mini ricevente con ESC separato.
I quattro servi sono gli stessi impiegati sul Galaxi: pesano soltanto 1,9 grammi ciascuno, funzionano molto bene e hanno anche un costo contenuto.
L’apertura alare è di 84 cm e il peso in ordine di volo è di 258 grammi.
Nella foto è raffigurata un’elica APC; tuttavia, durante le prove di volo ho cambiato idea e ho adottato una GWS 11×8, che garantisce una spinta davvero incredibile. Presenta però uno svantaggio dovuto al suo grande diametro; tuttavia, se si desidera ottenere una forte trazione con un motore ridotto, il suo impiego diventa praticamente obbligato.
Le prove di volo sono state entusiasmanti. Con il sole intenso di mezzogiorno e un volo tranquillo, le celle solari riescono praticamente a mantenere costantemente carica la batteria tampone.
Con un volo come quello mostrato nel video, l’autonomia raggiunge circa 15 minuti. Senza le celle solari, la batteria LiPo 2S da 350 mAh avrebbe consentito un tempo massimo di volo di circa 4 minuti.
Molto interessante è anche la ricarica: partendo da una batteria completamente scarica, lasciando il modello esposto al sole si ottiene una ricarica completa in circa 9 minuti.
Attenzione: è importante non superare questo tempo, perché la batteria 2S potrebbe oltrepassare la tensione massima di 8,4 volt, con il rischio di danneggiarsi.








MODELLO SOLARE CON 14 CELLE DA 125 × 41 mm
Ho trovato in commercio celle SunPower tagliate a 1/3 al seguente link:
https://it.aliexpress.com/item/1005001844336553.html
e allora ho pensato di sfruttarle per fare un confronto con i precedenti modelli solari a 8 ½ celle. In una foto si vedono i tre solari costruiti con 8 celle e il quarto con 14 celle
Mi sono rivolto all’IA che in un attimo mi ha dato il responso, confrontando appunto 8 mezze celle con 14 celle da 1/3. Ecco il responso:
CONFRONTO FRA IL MODELLO A 8 CELLE E QUELLO A 14 CELLE
Facciamo un’analisi tecnica per confrontare il rendimento dei tuoi due aeromodelli solari.
Analisi quantitativa
Primo aeromodello a 8 celle:
- Area solare totale: 8 × (125 × 63) =63 cm²
- Tensione:4,3 V
- Peso:110 g
- Rapporto area/peso:0,57 cm²/g
Secondo aeromodello a 14 celle:
- Area solare totale: 14 × (125 × 41) =71,75 cm²
- Tensione:8,4 V (2S)
- Peso:145 g
- Rapporto area/peso:0,495 cm²/g
Supponendo celle SunPower standard che generano circa 1,9-2 W per cella a 1000 W/m² di irraggiamento:
Primo:(8 × 2 W) / 0,11 kg ≈145 W/kg
Secondo:(14 × 2 W) / 0,145 kg ≈193 W/kg
Il secondo aeromodello ha un rendimento migliore, perché offre più potenza per unità di peso, nonostante sia più pesante in valore assoluto. Questo è il parametro che conta per la performance in volo (capacità di salita, autonomia, stabilità).
A questo punto ho costruito il modello che si vede in foto. Ho postato anche il modello che ho provato senza celle.
L’ho provato in volo con due LiPo da 300 mAh messe in serie, per avere 8,4 volt.
Le prove di volo sono state interessanti: il modello vola con più potenza e a lungo e, in una giornata di buona insolazione, vola per 20 minuti, ricaricando ottimamente le celle tampone.
Se il volo viene condotto a mezzo motore, con il modello che vola bene ma senza fare figure acrobatiche, si vola ininterrottamente finché c’è un buon sole.
Ho fatto volare il modello anche prima di montare le celle e ho avuto la conferma del giusto centraggio e della corretta posizione del CG, che è al 23%.
Il modello è costruito con l’ala in depron da 10 mm, sagomata a profilo piano-convesso, mentre la fusoliera è realizzata con due lastre di depron da 3 mm incollate fra di loro con 3M 77, con all’interno un tubetto conico di carbonio al quale è fissato il motore.
Il motore è un micro 1104 HM Brushless, come in tutti gli altri modelli, del peso di 5,5 grammi, abbinato a un’elica GWS 4 × 4.
Il modello, con le celle, pesa 145 grammi.
L’espserienza è stata interessante e l’utilizzo delle piccole celle da mm. 125X41 potrebbe convincermi a fare un solare con 21 celle per avere una batteria tampone da 3S.






