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Introduzione

Durante l’inverno 2025/2026 mi sono dedicato con particolare entusiasmo alla costruzione di modellini micro, dal peso di poche decine di grammi, dotati di un’ala realizzata secondo una tecnica specifica che descrivo nel dettaglio in questo documento. Per chi fosse curioso di approfondire la realizzazione dell’ala, rimando alla seguente risorsa:

Costruzione

L’approccio che ho adottato si basa sulla semplicità e sulla rapidità di esecuzione: in meno di tre pomeriggi di lavoro riesco a preparare un modellino pronto al volo. Grazie a una buona disponibilità di tondini di carbonio di diversi diametri, posso produrre numerosi modelli senza difficoltà.

Per effettuare confronti tra soluzioni diverse, ho realizzato tre modelli: uno tradizionale e due con l’ala mobile. Per documentare queste differenze, è stata scattata una foto che ritrae insieme i tre modelli.

L’ala viene realizzata sempre con lo stesso criterio: utilizzo un tondino di carbonio da 1,00 mm come struttura portante e rivesto la superficie alare con DOMOPAK, la comune pellicola autoadesiva per alimenti. L’adesione è garantita dall’utilizzo dello spray 3M 77 e la pellicola viene sovrapposta al tondino per circa 10 mm.

Le dimensioni dell’ala sono di 42 cm. di apertura e 20 cm. di corda all’attacco. Curvando il tondino, si ottiene la forma desiderata, visibile nelle fotografie allegate.

Sperimentazione di Nuove Geometrie

Alla ricerca di soluzioni innovative, ho immaginato un micromodello con l’ala capace di ruotare lungo l’asse verticale, dotata di comando per la profondità. La realizzazione di questo modello è documentata da una serie di fotografie e video.

L’ala è stata assemblata separatamente, già impostata con una notevole incidenza e un profilo fortemente concavo, secondo il mio metodo.

A circa il 25% della corda alare ho fissato un tondino di carbonio, rinforzato da una legatura in filo di kevlar cosparso di cianoacrilato, e una squadretta da servo che permette una rotazione dell’ala di circa 30° per lato.

Con mia grande sorpresa, il modello ha volato subito senza problemi.

Ho poi lavorato sulla posizione del centro di gravità e sull’incidenza alare, modificabili grazie al supporto anteriore realizzato con un tubetto da 3 mm che ospita un tondino di carbonio, come mostrato nelle immagini, che permette di variare l’incidenza.

La possibilità di intervenire su questi due elementi consente di centrare perfettamente il modello, che, come si vede dal video, vola agilmente, eseguendo slalom tra gli alberi.

Ulteriori Evoluzioni e Sperimentazioni

L’appetito vien mangiando: precedentemente avevo costruito un micromodello ispirato al Pou du Ciel di Mignet, caratterizzato da una doppia ala controllata dall’ala anteriore mobile e dal piano verticale, e privo di alettoni. Il volo di questo modello, per me, è spettacolare..

Da qui nasce l’idea di unire queste due esperienze: creare un’ala completamente mobile su due assi. Dopo aver considerato varie soluzioni costruttive, ho scelto un sistema in cui il movimento lungo l’asse verticale è ottenuto montando l’ala su un servocomando, sorretto da un perno interno che permette il movimento su e giù (cabra e picchia).

Questa soluzione, di una semplicità disarmante, si è rivelata vincente. Per mantenere la costruzione semplice, ho adottato i piani di coda a “V”.

Il modello si è dimostrato un vero successo: vola benissimo ed è uno dei micromodelli che mi hanno dato maggiore soddisfazione.